sabato 3 novembre 2012

2012 Presentazione libro di Ugo Passanisi "Noi, quelli della quarta sponda"

È stato presentato giorno 30 ottobre, presso la sede dell’UNUCI di Augusta, il libro “Noi, quelli della quarta sponda” Memorie di un italiano d’Africa di Ugo Passanisi (vice presidente dell’Unitre di Augusta). Un nutrito pubblico eterogeneo, tra soci e amici dell’autore, ha riempito la sala che verrà a breve intitolata al dott. Innocenzo Galatioto. Dopo il saluto del capitano Vincenzo Italia (presidente della sezione UNUCI di Augusta) agli intervenuti, lo stesso ha sottolineato come quella sede fosse la più consona ad accogliere una pubblicazione riguardante, anche se indirettamente, il tema della guerra. In seguito al ritrovamento di un resoconto del padre e alle continue sollecitazioni del figlio Guido, affinché raccontasse ai nipoti la storia della sua famiglia, Ugo Passanisi intraprende questo viaggio nei ricordi armato di passione e macchina da scrivere. La prima versione di queste memorie era molto più lunga e personale, destinata a conservare la memoria storica della famiglia, assolutamente lontana dalla divulgazione in senso ampio. Dopo le affettuose insistenze dell’amico Antonio Nicolosi, certo del valore storico e sociale del suo scritto, il nostro, decide di snellire la narrazione dai riferimenti più intimi e incrementa l’analisi storica. Nel 2012 il suo manoscritto prende vita in una stamperia di Salerno, proprietà di un italiano vissuto in Libia, luogo in quegli anni definito “quarta sponda”. Le memorie dell’autore iniziano da Cirene, città che gli diede i natali. Terra madre di autori come Callimaco ed Eratostene. Luogo dalla forte potenza culturale, a me piace pensare che abbia influenzato l’intelligenza e la penna del nostro Ugo. I suoi racconti partono dagli anni del secondo conflitto mondiale in una Libia campo di guerriglie tra britannici e italo tedeschi. In quelle terre l’autore si trovava per contingenze familiari, infatti, il padre era funzionario della cassa di risparmio. Oltre duecento pagine in cui alla storia si affianca la sincerità del raccontarsi, senza fronzoli o abbellimenti. Numerosi trasferimenti caratterizzano la sua vita: Bengasi, Tripoli, Augusta, Pergola, Firenze e Sicilia. In terra d’Africa, confessa, dopo essere rimpatriato non tornò mai più. Di quei luoghi, tristi per molti accadimenti e felici per altri, serba un ricordo intimo e assolutamente personale. Il racconto dell’amore e del corteggiamento della moglie Luigina, con la quale vive da più di 55 anni, incanta e appassiona. Il libro è dedicato alla memoria del figlio Roberto, prematuramente scomparso. Michela Italia (foto di Andrea Cimino)